Alessandro Casciaro
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Salvatore
Mammoliti

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Le rappresentazioni di frutti maturi e insetti di Salvatore Mammoliti fanno parte di una tradizione di pittura di natura morta iperrealista, tecnicamente raffinata, addirittura magistrale, che in Italia risale al XV secolo. Questa pittura della realtà naturale, negli arrangiamenti di frutti, nelle manifestazioni, simbolicamente elevate, della transitorietà e del piacere sensuale, ha portato in modo sbalorditivo alle riflessioni dei contemporanei di oggi, dove il naturale è degenerato in un oggetto di consumo sempre e ovunque reperibile, il raro ed esotico è diventato qualcosa di quotidianamente disponibile, assumendo nell’arte un nuovo significato. Penso, per esempio, all’iconografia ironica degli artisti pop-art da Oldenburg a Warhol, ma anche agli iperrealisti francesi e americani. Le nature morte di Mammoliti, anche attraverso l’isolamento degli oggetti negli spazi pittorici bianchi, illustrano i molteplici rapporti tra natura e cultura. I suoi frutti, da lui raggruppati, divisi e aperti, si definiscono non solo in modo materiale, ma anche simbolico. Quale abile rappresentazione della natura ormai coltivata, queste nature morte offrono un metalivello della natura culturalmente deformata e interpretata. In esse si esprime il rapporto tra arte e vita, tra apparenza estetica e valore intrinseco, tra finzione e realtà, tra senso e sensualità. Se a prima vista pensiamo che qui si tratti di semplici rappresentazioni di frutta, tanto amate e diffuse in Italia, in un secondo momento scopriamo che Mammoliti è un direttore di circo molto particolare che presenta una sorta di spettacolo circense non con bestie feroci, ma con frutti e farfalle. Nello spazio vuoto del quadro dispone i frutti in esercizi di equilibrio che sembrano acrobazie, gioca con farfalle e bruchi, combina un cespo di radicchio con all’interno una fragola a formare una sorta di ostensorio, oppure distende una pera divisa in due in modo da sembrare un nudo di donna sdraiata. Prima di lui molti pittori hanno già scoperto il carattere sensuale di frutti, trovando metafore di parti del corpo con connotazioni sessuali. Conosciamo l’analogia tra banana e fallo, ma anche i giochi di significato con frutti aperti e organi sessuali femminili. In questo senso, Mammoliti è un surrealista che, quale maestro della pittura iperrealista, con il suo inventario, il mondo dei frutti, ci presenta dei strabilianti giochi di significato.

Peter Weiermair
 

Biografia

Salvatore Mammoliti nasce in Provincia di Reggio Calabria (1959), dove si diploma all’Istituto Statale d’Arte e all’Accademia di Belle Arti con una “intervista impossibile” a Giorgio De Chirico. Lo studio sul celebre artista e, parallelamente, sui maestri del passato lo conduce verso una pittura intesa come “ritorno al mestiere”. Questa pittura sarà approfondita ulteriormente tra il 1985 e il 1987 a Brescia, nello studio del pittore e illustratore Giambattista Bertelli e successivamente con la conoscenza del maestro Ulisse Sartini, ritrattista di fama internazionale. La sua pittura fino al 1992è rappresentata da un “figurativo magico e ispirato, dal sapore vagamente onirico”, come la definisce Paolo Levi nel volume Immagine e struttura. L’interesse da parte dell’autore per l’immagine fotografica cresce a partire dal 1992, quando, abbandonato il gusto per una pittura di tipo narrativo, approda ad un “iperrealismo concettuale”. I lavori di questo periodo suscitano l’attenzione di Tiziano Forni, che nel 1995 li presenta nella mostra Continuità del talento. I motivi dello “scotch”, già presente in queste opere, diventa un elemento costante delle ultime tele, dove interessanti “frammenti” di frutta vengono ingabbiati dalla trasparenza di questo adesivo. L’attività espositiva dell’artista inizia nel 1989 e da allora Mammoliti annovera numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Egli è inoltre presente in alcune rassegne come il Premio Suzzara (1992), le due edizioni milanesi del Premio Imaginaria (1992, 1994), promosse dal Gruppo Rinascente, quattro edizioni del Premio Carlo Dalla Zorza (1996, 2000, 2002, 2006), ospitate dalla Galleria Ponte Rosso di Milano e il Premio Lissone (1999). Nel 2006 in collaborazione con la Galleria 44 di Torino partecipa con l’opera Equilibri a “Manifesto” un progetto artistico voluto dalla stessa città in occasione delle Olimpiadi invernali. Nel 2008 su commissione della Samuelis Baumgarte Galerie, esegue per l’AIDA CRUISES una grande natura morta con ciliege, collocata sulla nave da crociera AIDAbella.   
 
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